giovedì 4 gennaio 2018

Questa sera è già domani


ispirato alla storia di suo marito Luciano, nato da famiglia ebrea nel 1927 a Genova, Questa sera è già domani di Lia Levi, in uscita dalle edizioni e/o è l’appassionante racconto di un’infanzia sotto il fascismo. Alessandro, il protagonista, è un figlio unico dall’intelligenza precoce. Suo padre Marc, belga di nascita con passaporto inglese, taglia i diamanti. Più volte nel corso del libro la famiglia (anche quella allargata comprendente nonni, zii, cugini di primo e secondo grado) dibatte se sia il caso di andare via dall’Italia a causa della persecuzione antiebraica. Per quanto riguarda loro tre, la madre, Emilia, si oppone strenuamente alla partenza, convinta che l’ostilità nei loro confronti sia un fenomeno passeggero e che nel proprio paese si stia meglio che altrove; Marc subisce prima un decreto di espulsione perché straniero, poi è costretto a lavorare in nero perché gli chiudono il negozio e alla fine viene mandato al confino. Nel frattempo Alessandro, che ha saltato due classi perché è bravissimo a scuola, deve lasciare l’istituto che frequentava e passare a quello dentro il Tempio. Sarà Paula, una coetanea austriaca con cui parla in francese, a raccontargli l’orrore del nazismo che i genitori cercavano di nascondergli. Il romanzo si chiude con una fuga avventurosa in cui gioca un ruolo di primo piano il ciondolo con la stella a cinque punte che Alessandro ha ereditato dalla nonna. Scritto per adulti, adattissimo anche ai ragazzi per il tono diretto, l’accuratezza della ricostruzione, la suspense.

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